Il match-analyst Galardo: “Dominio Porto, il Napoli non ha idee e se pressa si allunga"
La pesante sconfitta del Napoli per 4-1 contro il Porto, nella quarta giornata della fase campionato di Champions League, apre nuovi interrogativi sul lavoro di Massimiliano Allegri e sulle condizioni della squadra azzurra. Il match analyst Francesco Galardo, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli live dalle 7 su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, ha espresso un giudizio estremamente critico sulla prestazione, evidenziando problemi fisici, tattici e mentali. Nel mirino soprattutto la preparazione atletica, la gestione degli infortuni e l’assenza di un’identità di gioco riconoscibile, in netto contrasto con il Porto di Francesco Farioli.
Il Napoli ha perso sette delle prime 14 partite. Quanto ha inciso la differenza tra l’identità di gioco del Porto di Farioli e quella degli azzurri?
“Il Porto è stato superiore su tutti i fronti, partendo da quello fisico. È indubbio che il Napoli abbia problemi a livello prestazionale, proprio di performance, perché il Porto aveva un’energia in campo che il Napoli non ha. Questo chiaramente deriva dalla preparazione che è stata fatta nel precampionato. Io non do la colpa soltanto ad Allegri, ma questo va avanti purtroppo dall’epoca Conte. Poi parliamo dell’aspetto tattico. Al di là dell’aver preso due gol su calcio d’angolo e aver subito anche una traversa nella stessa situazione, più che di marcatura sbagliata si tratta proprio di disattenzione. Sul primo gol Bednarek ha saltato completamente da solo per errori di comunicazione tra i calciatori. Ci sono difficoltà enormi sulle palle inattive, ma anche quando si va a pressare, perché il Napoli pressa con la squadra completamente spaccata tra i reparti. I difensori non hanno coraggio nel tenere tanto campo alle spalle, quindi si fanno abbassare facilmente e la squadra si spacca. Non c’è la minima riaggressione quando si perde il possesso, ci sono poche idee soprattutto con la palla tra i piedi. Veramente, per me non c’è nulla da salvare, niente”.
Il Napoli ha subito 14 dei 24 gol stagionali dopo il 60’. È un problema fisico oppure anche di attenzione e concentrazione?
“Assolutamente, ma lo dicevo prima: qualcosa non è andato nella preparazione a livello fisico. Poi anche a livello mentale il Napoli è una squadra molto fragile. Il sessantesimo minuto è un po’ l’immagine di questo Napoli di quest’anno, perché fino al pareggio con la Roma dava anche l’impressione di essere una squadra dalla quale si potesse ricavare qualcosa. Comunque il Napoli aveva fatto degli spezzoni di partita buoni. Adesso, però, non dura neanche fino al sessantesimo, perché oggi è durato dieci minuti, quelli terminati con il gol dell’1-1. Prima e dopo il Napoli è stato dominato. E' impossibile dire che qualcosa sia andato bene, che qualcosa stia funzionando in questo momento nel Napoli in generale, al di là di questa partita”.
Cosa è cambiato nel secondo tempo, oltre al calo fisico? Quanto hanno inciso le sostituzioni tardive, l’arretramento della difesa e l’ingresso di Samu?
“Sicuramente c’è stato un calo generale a livello fisico, ma soprattutto a livello mentale. Sapendo che non c’erano cambi, magari il Napoli ha pensato di abbassare un attimo i ritmi per cercare di arrivare fino alla fine, quindi di attuare una tattica un pochino più conservativa. Chiaramente l’ingresso di Samu ha dato un peso diverso all’attacco del Porto, anche perché André Silva nel primo tempo era stato tra i più in ombra della squadra portoghese dal punto di vista offensivo. Samu ha dato un altro peso e ha creato veramente tanto lavoro ai centrali”.
“Quello che è cambiato nel secondo tempo, secondo me, è stata soprattutto l’attenzione dei tre centrali, che nel primo tempo era stata tutto sommato buona. E se devo infierire, anche se non mi piace questo termine, purtroppo dal lato di Beukema stasera il Porto ha fatto un po’ quello che voleva. Il secondo gol è emblematico: sei sull’1-1 in una partita fondamentale di Champions League, c’è un rinvio del portiere e una palla vagante letta con mezz’ora di ritardo rispetto al Porto. Beukema è completamente fuori posizione da quel lato, Gabri Veiga va e segna. Questo è proprio il segnale della mancanza di lucidità mentale della squadra in questo momento. Una lettura facilissima di una palla vagante respinta dal difensore centrale avversario, con il Napoli completamente fermo, che reagisce veramente un paio di secondi dopo rispetto al Porto. È emblematico della condizione psicofisica del Napoli in questo momento ed è molto preoccupante”.
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